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sabato 2 dicembre 2017

Celti:storia,simbolismo,usanze,divinità

Celti:divinità,usanze,simbolismo.

L’excursus sulla mitologia celtica può essere affrontato purché prima si abbia presente il significato del termine “mitologia”. La mitologia non è altro che una narrazione, un insieme di racconti tramandati oralmente o in forma scritta, e riguardanti perlopiù gesta compiute da figure divine, che si prefiggono lo scopo di spiegare le origini del mondo, i suoi misteri e le sue relazioni con fenomeni naturali e fenomeni di esperienza trascendentale. La parola “mito”, difatti, viene dal greco “mythos” che significa “parola, discorso, favola, leggenda”. Il tratto distintivo dei miti sta nella loro mancanza di riproducibilità poiché si può affermare che si ritrovano tanti miti quante culture esistono; tuttavia, quand'anche appaia poco verosimile, la narrazione rappresenta il racconto che una società fa di se stessa. Meno conosciuti, ma di certo ugualmente interessanti e studiati, sono i miti che coinvolgono il magico mondo dei Celti e le loro tradizioni. Quella dei Celti,come abbiamo visto, era una popolazione indoeuropea che si era insediata in una vasta area compresa tra le isole britanniche e il bacino del Danubio.
STRUTTURA DELLA SOCIETA' CELTICA
Alla base di ogni ordinamento c’è una società, un insieme di individui che condividono uguali comportamenti e insieme si coordinano al fine di realizzare scopi comuni. Anche alla base dell’organizzazione del popolo dei Celti era presente una società, una sorta di famiglia allargata che prendeva il nome di clan e che poteva contare anche più di una decina di persone, arrivando a comprendere discendenti, antenati e parenti di ogni grado; l’unione di questi clan prendeva il nome di Tuath, a capo del quale era posto un re. Su un livello superiore, all'apice della piramide sociale, si ponevano i Druidi, i sacerdoti, la cui forte spiritualità, contraddistinta da un forte legame con la natura, faceva in modo che fossero un punto di riferimento per le popolazioni del mondo celtico. I druidi derivarono il loro nome da “dru-wid”, il quale sembra derivare a sua volta dall'unione di due parole di origine celtica, “dru”, che significa “quercia”, e “viri”, che significa “saggezza”; per cui, traducendo, la parola “druidi” dovrebbe significare “coloro che sanno per mezzo della quercia”. Il loro ruolo è considerato centrale all'interno della cultura celtica in quanto i druidi non si limitavano a svolgere le sole funzioni sacerdotali, ma erano considerati il collegamento diretto tra gli dei e gli uomini. Responsabili del calendario e definiti “guardiani del sacro ordine naturale”, i druidi erano anche filosofi, scienziati, medici, consiglieri del re. Si può affermare che, ciascuno a suo modo, i druidi detenessero il vasto potere della conoscenza in ogni sua forma.
FESTIVITA’ CELTICHE E CALCOLO DEL TEMPO
Il tempo era scandito secondo avitici rituali e regolato sulla base delle fasi del sole e di quelle della luna, che i Celti consideravano patrona della fecondità della terra e delle donne. L’anno era così contraddistinto a mezzo di due tipi di croci, che simboleggiavano i cicli solari e lunari; mentre il ciclo solare era associato ad una croce a bracci ortogonali, quello lunare era rappresentato dalla croce di S. Andrea. Le festività solari erano legate allo scorrere delle stagioni (solstizio d’inverno, equinozio di primavera, solstizio d’estate, equinozio d’autunno), quelle lunari erano collegate al mondo bucolico e pastorale. Ed è qui che si compie il meglio della tradizione celtica. L’anno celtico era diviso in due metà, quella invernale e quella estiva, ciascuna delle quali era caratterizzata da due festività principali, le antiche Sahmain (che cadeva tra 31 ottobre e 1° novembre) e Beltaine (30 aprile/1° maggio), che erano le più importanti anche perché, oltre che scandire la divisione dell’anno in due parti, segnavano la divisione tra la metà oscura e quella luminosa (inverno ed estate). Le festività legate ai cicli della natura e delle sue stagioni erano SahmainImbolcBeltaine e Luchnasadh, tutte celebrate a partire dal tramonto del sole poiché i Celti ritenevano che il giorno iniziasse al tramonto del sole. Il Sahmain, conosciuto anche come Capodanno Celtico, segnava l’inizio dell’anno nel calendario celtico e il tempo della fine dell’estate, quello della semina e quello in cui cominciava la metà oscura dell’anno. Si tramanda che a Sahmain si aprissero le porte di collegamento tra il mondo terreno e l’Altromondo, l’aldilà fatato in cui risiedevano i defunti. Era proprio durante la notte del Sahmain che le barriere cadevano e vivi e morti potevano passare dall’uno all’altro dei regni. Imbolc, che per tradizione si celebra tra 31 gennaio e 1° febbraio, segnava l’arrivo della primavera. Detta anche “festa del latte”, poiché la celebrazione coincideva con il primo fiorire del latte, questa festività segnava il ritorno della fertilità, il rifiorire della vita sulla terra e, quindi, la necessità di avviare un nuovo ciclo di attività.Beltaine, tra 30 aprile e 1° maggio, scandiva il tempo della fine dell’inverno e l’inizio della metà luminosa dell’anno; durante il Beltaine, festività dedicata ai riti di fertilità, venivano spenti tutti i fuochi dentro le case, fuochi che venivano riaccesi grazie alla fiamma del grande falò rituale che era preparato per l’occasione. Il Lughnasad, infine, si celebrava tra il 31 luglio e il 1° agosto ed era l’ultima grande festività a chiudere il ciclo del calendario celtico. Festa di ringraziamento per il raccolto, il Lughnasad  era chiamato anche “festa del grano” perché questo era il periodo di raccolta dei cereali per i Paesi celtici del nord Europa.


SIMBOLI CELTICI

Spirale, doppia spirale, intrecci, nodi e croce celtica sono i simboli che più racchiudono il pensiero autentico e i princìpi guida del popolo celtico. Spirale e doppia spirale, che rappresentano entrambi il moto del sole, simboleggiano rispettivamente lo scorrere dell’energia divina e l’equilibrio interiore raggiunto; il susseguirsi di nascita e morte, di giorno e notte, è rappresentato dagli intrecci e dai nodi che sono ricorrenti nell’arte celtica; la croce celtica a quattro bracci è legata ai quattro elementi (acqua, aria, terra, fuoco), che sono uniti dal quinto, lo Spirito; il Triskele è, invece, uno dei più conosciuti ed è composto da tre spirali che dipartono dallo stesso centro e si avvolgono su loro stesse. Esso rappresenta contemporaneamente la triplice manifestazione del Dio (forza, saggezza e amore, le tre fasi solari del giorno (alba, mezzogiorno, tramonto), le tre classi della società celtica (guerrieri, druidi, costruttori), le tre fasi della vita (passato, presente, futuro).
MATRIMONIO CELTICO E RITUALI

Si è detto che i Celti vivevano a stretto contatto con la natura; da ciò discendeva la loro forte credenza negli spiriti della vegetazione, del grano e della fertilità. L’avvento del Cristianesimo riuscì a spazzar via alcune delle credenze nelle divinità maggiori; tuttavia, alcuni rituali, consistenti in offerte agli alberi o alle pietre, sono praticati ancora ai giorni nostri. L’abitudine di svolgere riti e feste a contatto con la natura viene dagli antichi Celti che nel matrimonio, ad esempio, vedevano l’unione di due anime e due corpi, un’unione che meritava di essere benedetta dallo spirito della Terra. Il rituale aveva inizio con una preghiera di protezione, detta “caim”, che veniva recitata mentre attorno agli sposi era tracciato un cerchio (simbolo della comunità) con una spada o una lancia come ulteriore gesto di protezione nei confronti del nucleo familiare che veniva a formarsi. Dopodiché gli sposi accendevano insieme tre candele, due esterne a rappresentare la famiglia di appartenenza degli sposi e una terza candela al centro a rappresentare la nuova famiglia della coppia. A questo punto le tradizioni si dividevano; alcuni rituali  prevedevano che, al termine della cerimonia, la pietra del giuramento, sulla quale gli sposi posavano le mani per prestare il giuramento e sigillare i voti nuziali, seguisse la sua strada: la pietra era gettata dagli stessi ospiti in una fonte d’acqua, simbolo delle emozioni e dello spirito, oppure lasciata sul posto. Solo in questo modo gli spiriti ancestrali del luogo avrebbero potuto benedire questa nuova unione. Una seconda tradizione parla di “Handfasting”, una specie di patto di sangue che prevedeva che si incidesse con un pugnale il polso destro degli sposi fino a far uscire del sangue, per poi legare i due polsi a stretto contatto con la “wedlock’s band”, una lunga striscia di stoffa. La formula che accompagnava questo rituale parla di un “fino alla fine della nostra vita”, promessa che, a ben vedere, presenta anche notevoli implicazioni filosofiche. L’amore non si conclude con la morte del corpo, ma si protrae per un tempo indefinito ed eterno.
fonte:http://www.2duerighe.com/le-colonne-d-ercole-miti-e-

misteri/70338-mitologia-celtica-leggende-e-miti-del-popolo-dei-

celti.html.

Leggende celtiche: divinità e creature

Il mondo dei Miti Celtici è letteralmente permeato di soprannaturale: umani e Dei camminano insieme sulla terra, e talvolta è la distinzione stessa tra umano e soprannaturale a cadere: così i Tuatha divengono Sidhe, e così molti dei re e degli eroi più importanti vengono ricordati alla pari degli Dei.

Angus Og (Angus il giovane)

Figlio della dea Danu, “Il Sempre Giovane” è il Dio della Bellezza, dell’Amore e della Giovinezza. È il possessore delle Quattro Chiavi, che permettono l’ingresso negli Altri Mondi: Faerie ed i Regni dei Morti. Ha la facoltà di terrorizzare gli animali.

Badb

È la principale dea guerriera irlandese e, sostanzialmente, un aspetto della Morrighan.
Dalle sembianze di corvo, percorre i campi di battaglia infiammando gli animi, avida di morti degli Eroi.
Ha ispirato (come Cernunnos) una divinità del pantheon di Skyrim.


Brigid

Figlia di Dagdha, presiede alla poesia, all’artigianato ed alla guarigione.
Talvolta si sovrappone a Danu.
Si è poi sovrapposta alla figura di Santa Brigida di Kildare, in un esempio di sincretismo religioso.

Cernunnos


È il dio cornuto della fertilità, della sessualità

 degli animali e della reincarnazione.Presiede i

 viaggi nell’Oltretomba.




Dagdha


Capo dei Tuatha, è il dio del Bene.Presiede alla

 conoscenza, è maestro nel suonare l’arpa e

 possiede una temibile mazza da guerra.



Danu


La Rossa Madre di Tutti. Riassume le figure

 di Brigid, di Badb e di Macha, personificazione

 della morte.Presiede alla magia, alle acque ed

 alla prosperità


Gwynn ap Nudd


Divinità della morte: vestito di un mantello

 grigio, con i suoi due mastini infernali, Cwn e

 Annwn, percorre la notte in cerca di anime.



Lugh


Nipote di Balor, il campione dei Fomori che

 uccise nella seconda battaglia di Moytura, è 

figlio del Sole e Dio della Luce.È possessore di

 una temibile lancia infuocata, e padre dell’Eroe 

Cù Chulainn.

Morrighan


È la personificazione del male soprannaturale.
Compare più volte nella Saga di Cú Chulainn: ne

 è amica ed amante, successivamente combatterà 

Cú e ne sarà ferita.È la regina delle streghe e dea

 della morte, signora della vendetta.



Nuada

Re e comandante dei Tuatha, possessore di Findias, la spada magica, perse la mano nella prima battaglia di Moytura e, con essa, la regalità, poiché l’Ard Rí doveva essere fisicamente integro.
La mano gli venne però ricostruita in argento e fu così di nuovo a capo dei Tuatha nella seconda battaglia di Moytura: in essa venne ucciso, ma l’uccisione significò soltanto il passaggio alla terra dei Sidhe.


Scathach
Colei che incute terrore, dea della perizia

 guerriera, presiede al combattimento ed alla

 metallurgia.Insegnò a Cú Chulainn le Prodezze

 degli Eroi.



fonte:https://italish.eu/miti-celtici-dummies/

Creature della mitologia Celtica

La mitologia irlandese è la più antica a essere stata scritta nella lingua del popolo e non in una lingua classica accessibile soltanto ai letterati. Le numerose leggende irlandesi sono frutto di antiche tradizioni popolari più che di miti e superstizioni. Alcune storie compaiono in forma scritta a partire dal VII secolo, ma molte risalgono a ben più di 2.000 anni fa, quando i druidi le tramandavano oralmente da una generazione all'altra. Così come la mitologia celtica abbonda di guerrieri temerari e gesta eroiche,anche le fiabe irlandesi sono popolate da fate,folletti,spiriti e altre creature soprannaturali. 





Piccolo popolo: Storie e caratteristiche dei  personaggi delle leggende irlandesi che formano il “piccolo popolo”

Banshee

Banshee In irlandese Bean Sidhe, ovvero Donna Fatata.Questo Folletto,come il Far Gorta, differisce dalla condotta generale dei Folletti solitari per via della sua disposizione, generalmente buona. Forse non è affatto una di loro, bensì un Folletto socievole divenuto solitario a causa dei tanti dolori patiti.Banshee Il nome corrisponde a quello del meno comune Far Shee (in irlandese Fear Sidhe), un Folletto di sesso maschile. Lancia lamenti in occasione della morte di un membro di qualche antica famiglia irlandese. Alle volte è nemica della casata, e le sue grida sono di trionfo, ma più spesso ne è amica. Quando a lamentarsi arriva più di una Banshee, l'uomo o la donna che sta morendo deve essere stato molto pio, o molto coraggioso. È' diffusa la convinzione secondo cui la Banshee che lancia grida di trionfo non sia un vero e proprio Folletto, bensì lo spettro di qualcuno che ha subito dei torti da un avo della persona morente. Alcuni sostengono, erroneamente, che non vada mai oltremare,ma risieda sempre nel suo paese.


Bo men

Folletti che vivono nelle paludi della contea di Dawn. Seviziano con giochi pericolosi gli imprudenti che si avventurano da quelle parti. Si possono allontanare colpendoli in faccia con una qualità particolare di alga.



Clurichaun

Clurichau,In irlandese Clobhair-cean. Folletto godereccio dall'aspetto grassoccio, la faccia rubiconda, con una vistosa pancia e il naso foruncoloso. E’alto 30 cm e ha sempre lo sguardo perso nel vuoto. Detentore del segreto della fabbricazione del whisky, rivelato agli uomini in cambio dell’ospitalità ricevuta in una bufera nel 1620 sulle coste della Scozia. L'habitat per incontrarlo è la cantina di un pub irlandese.Si nutre di piccoli topolini domestici arrosto,pezzetti di formaggio e poche briciole di pane accompagnati da litri di whisky. E'molto permaloso ed armato di un appuntito coltellaccio. 



 Daoine Maithe


 Questo è il nome con cui in
Irlanda si indicano collettivamente i membri del Good People (Buon Popolo)quello che da noi è chiamato il Piccolo Popolo e che comprende essenzialmente i Folletti e le Fate. 



Daoine Sidhe

Daoine Sidhe- Questo è il nome assunto dai Tuatha de Danaan quando i Milesi li guidarono sottoterra. Loro re era Finvarra, che da quel giorno regna nel suo palazzo sotto la collina fatata di Knockma. Essi sono abili giocatori di scacchi,e mai nessun mortale è riuscito ancora a battere Finvarra in una partita. Quest'ultimo è un vero e proprio donnaiolo,e molto spesso rapisce donne umane. 


Dukko 

Folletto alto 50 cm, mingherlino, ben proporzionato e con la pelle biancastra. L'occhio è ardente,i capelli lunghi e ondulati.I suoi modi affettati nascondono un’anima inquieta. Si diverte a raccontare storie divertenti. Se ne va a zonzo nelle campagne a caccia dell'odiato nemico: il folletto ingannatore Voghee Lyno. Il limaccioso Dukko (così chiamato dal suo antagonista), restituisce il maltolto ai derubati dal Voghee Lyno (previo un minimo compenso ). Si nutre di bacche e di piccoli frutti della terra. Ama suonare l'arpa o il violino e adora distendersi sui prati con graziose follette di varie specie. 



Dullahan

Dullahan-Folletto raccapricciante, Spesso lo si vede condurre una carrozza nera chiamata coach-a-bower (in irlandese Coite-bodhar), tirata da cavalli senza testa. Arriva rombando alla vostra porta, e se la aprite vi viene gettato in faccia un bacile di sangue. È'un presagio di morte per gli uomini che avessero la sventura di incontrarlo. 




Elfi 

Elfo-Entità dalle fattezze umane intermedie tra gli dei e gli uomini. Abitatori della luce e dell'aria, si trovano anche nei fiori,nelle piante,nelle acque. La razza elfica, nella mitologia celtica, non include solo creature belle e buone, ma anche cattive e grottesche.Alcuni sono dispettosi e si divertono a fare smarrire la strada ai viandanti. Anche i sidhe (il popolo magico e biondo della tradizione celtica) possono essere spietati, essi sono ciò che rimane dei Tuatha De Danaan, gli antichi dei d'Irlanda decaduti ma ancora in possesso di poteri sovrannaturali. Secondo il mito essi erano più alti e belli degli esseri umani. Di norma sono immortali. Sono dotati di preveggenza e controllano la magia. I sidhe non interferiscono con il mondo degli uomini. Adorano la musica, cantare e danzare.Vivono in vari luoghi: a TirNanOg principalmente, ma anche nel mondo dei mortali (sotto terra, in fondo al mare…).


 Darrig

Il Farr Darrig Malvagio folletto dalla pelle rossa che ama presiedere gli incubi degli uomini durante le ore del sonno.



Far Gorta

Far Gorta Gracile folletto che chiede l'elemosina nelle campagne,e porta fortuna a chi è generoso con lui. 


Fate-Fata

 Esseri soprannaturali dotati di potere magico,possono cambiare aspetto e farlo cambiare agli altri esseri.Frequentano tutti i luoghi naturali (rocce, fonti, boschi e soprattutto i cespugli di biancospino).Sono sempre pronte a correre in aiuto degli innocenti perseguitati. Possono essere anche maligne e vendicative. Secondo alcune tradizioni presenziano alla nascita degli uomini per conferire loro doni particolari ed influenzarne l'esistenza in modo benevolo o malevolo. Sono esseri primitivi che non provano sentimenti,e per questo invidiano il genere umano. Come Gnomi e Folletti, anch'esse custodiscono incredibili ricchezze. L'iconografia fiabesca le vuole alate e leggiadre, ma esistono infinite varietà di fate,anche orribili e deformi.




I Folletti Generalmente hanno sangue nero e occhi rossi rilucenti di notte. Sono giocherelloni e spesso spietati e dispettosi. Non hanno poteri magici ma conoscono arti arcane. Sono amici degli animali: prediligono cavalcare rane, intrecciare le criniere dei cavalli, liberare le bestie dalle stalle (soprattutto nelle notti di luna piena).Si nutrono di polenta con salsicce alla griglia o con formaggio fuso,di mozzarella con le acciughe e di salumi di montagna.




Gancanagh

Gancanagh-Folletto simile al Leprecauno, ma, a differenza di quest'ultimo, è uno scansafatiche. Abita in sperdute vallate solitarie.Ha sempre una pipa in bocca. Trascorre la maggior parte del tempo a fare l'amore con le pastorelle e le mungitrici. 



Ganconer 

Ganconer In irlandese Gean-Canogh, ovvero quello che parla d'amore. È una creatura del tipo del Lepracauno, ma a differenza di questo è un gran fannullone.Appare in vallate solitarie, sempre con una pipa in bocca,e passa il tempo a far l'amore con le pastorelle e le mungitrici. 



Grogach 

Ha le dimensioni di un piccolo bambino. Solitamente passeggia nudo.Spalle larghe,corpo peloso e flessibile (non ha la colonna vertebrale). E'molto servizievole con gli esseri umani nei lavori domestici e nella cura dei campi.


Leahhaunnshee

 Bellissimo spirito femminile che vaga in cerca dell'amore degli uomini.Chi cede alle sue effusioni diventa suo schiavo,ma respingendola è lei stessa a diventare schiava d’amore.Lasciarsi andare al suo corteggiamento è molto pericoloso,i suoi amanti avvizziscono perché si nutre della loro linfa vitale,ed infine muoiono. 


 Leprechau

E'il più popolare folletto d'Irlanda, noto anche come Leith Bhrogan. Per lui molti lasciano un bicchiere di latte sul davanzale della finestra.Il suo ritratto c'è in tutte le botteghe ed i negozi,ed è proprio la sua maschera ad aprire le sfilate nel giorno di San Patrizio. E'un folletto ciabattino (in irlandese Leith bhrogan, ovvero ciabattino di una sola scarpa) e quando non lavora si dedica solo a fare scherzi.Si burla soprattutto degli avari e costruisce trappole geniali per i ladri.Custodisce molte pignatte piene d’oro, che sposta in continuazione. Per scoprirle bisogna trovare l'inizio dell’arcobaleno. Ha il naso a patata, lungo e con la punta rossa. La faccia è del colore della terra bruciata, l'occhio è malizioso.Porta i capelli lunghi e la barba a punta. E'gracile ma molto forte, è anche molto sospettoso, per avvicinarlo è consigliabile offrirgli una presa di tabacco




 Lunantishee

 I Lunantishee sono una tribù del Piccolo Popolo che protegge i prugneti (il pruno è uno degli alberi considerati magici dalle popolazioni celtiche). Il loro compito è quello di non permettere che anche un solo ramo di questi alberi venga tagliato il giorno dell'11 Maggio o dell'11 Novembre. Chiunque tagli un ramo di un pruno in uno di questi giorni attirerà su di sé una buona dose di sfortuna. 

Lurikeen

Lurikeen,creatura minuscola che molti considerano un Cluricauno errante alla ricerca del paradiso perduto.Secondo altri è un discendente degli antichi bardi che nella notte dei tempi girovagavano tra le brughiere cantando e ballando. 



Pooka

Dal termine celtico “Pok” (capra) è a metà strada fra una creatura spettrale e un personaggio fiabesco. Folle e allegro, ma spesso inventa scherzi terribili, strappa le teste per giocarci a palla, corre in mezzo ai mercati e prende a calci le giovani donne, rapisce i bambini per divertirsi a vederli piangere. Appare quasi sempre in forma di cavallo, toro, capra, asino o aquila. Si diverte a fingersi docile per essere cavalcato, ma appena montato parte in un galoppo spericolato affrontando dirupi e fiumi gelati. Le sue vittime preferite sono in genere gli ubriaconi, che poi lascia liberi all'alba. Vive dappertutto. Il suo cibo preferito sono il bestiame e i bambini, ma risparmia i nani e gli elfi. 



Sheoques 

I veri Sheoques sono gli spiriti che infestano i sacri cespugli del biancospino e le verdi fortezze. In giro per tutta l'Irlanda ci sono campicelli circondati da fossati che si ritiene siano antiche fortificazioni e ripari per il bestiame. Sono queste le Fortezze, o Forti, o royalties, come vengono a seconda dei casi chiamati. Qui, sposandosi tra loro, vivono i Folletti di terra. Si dice che molti siano i mortali che si sono lasciati adescare e che sono finiti nel loro cupo mondo. Molti di più sono quelli che hanno ascoltato la loro musica fatata fino a che ogni umano interesse e gioia ha lasciato i loro cuori, ed essi sono diventati grandi veggenti contadini o guaritori , oppure grandi musicisti contadini o poeti come Carolan, che raccoglieva le sue melodie dormendo su di un Forte abitato da Folletti; oppure morivano dopo un anno e un giorno, per vivere per sempre, da allora in poi, tra i Folletti. Questi Sheoques sono, nel complesso, buoni; hanno però un’abitudine assai perfida, un’abitudine degna di una strega. Rapiscono i bambini e lasciano al loro posto un folletto  avvizzito, magari vecchio di mille o duemila anni. Certe volte vengono presi anche uomini e donne adulte. Vicino al villaggio di Coloney, nella contea di Sligo, a quanto pare, viveva una vecchia che era stata rapita in gioventù. Quando è tornata a casa, dopo sette anni, non aveva più le punte dei piedi perché se le era consumate ballando. Ogni tanto si sente di qualche persona a cui i Folletti di terra hanno fatto davvero male, ma bisogna dire che in questi casi le vittime se lo erano quasi sempre meritato. Si dice che abbiano ucciso due persone nel distretto della contea di Down in cui attualmente risiedo. Queste persone avevano però sradicato dei cespugli di biancospino che appartenevano agli Sheoques. 

Sluagh

 Un'orda di spiriti maligni che volano in stormi come uccelli. Secondo le leggende irlandesi sono le anime di peccatori che cercano di portar via con loro altre anime. Vengono volando dall’ovest e perciò, quando qualcuno è sul punto di morire, bisogna chiudere le finestre del lato occidentale della casa; in questo modo l'anima del deceduto non viene catturata e può raggiungere il paradiso. 



Spriggan 

Tetri, brutti e dall'aspetto grottesco, sono piccoli ma riescono a gonfiarsi moltissimo (al punto da essere creduti spettri di antichi giganti). Sono i guardiani dei tesori delle colline. Sono malefici (derubano e rapiscono i bambini degli umani, sostituendoli con i loro figli, provocano trombe d'aria e distruggono i raccolti).


Voghee Lyno 

Alto 30 cm, è carino d'aspetto e quasi completamente calvo. Corpo asciutto con una piccola pancetta. Si nutre di carne,birra e alcool in genere. Passeggia ubriaco lungo le strade sempre in compagnia ed il suo aspetto è comunque sempre molto curato. Esegue incisioni sulla roccia e sa scrivere. Passa le giornate a chiedere in prestito pignatte d’oro ad altri folletti, per poi non restituirle, e a fuggire dai derubati. Si nasconde in anfratti di roccia dove non è difficile sorprenderlo mentre sorseggia birra e legge libri smarriti dall'uomo. È il nemico giurato del Dukko. - 


https://www.irlandando.it/cultura/cultura-e-tradizioni/mitologia-celtica/piccolo-popolo/